Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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domenica 8 marzo 2015

ALEX COLVILLE. L'ORDINARIO, STRAORDINARIO.



Come cita Wikipedia, Alex Colville si è spento “serenamente” a 83 anni, nel 2013. Non so su quale basi possa affermarlo. Ma so che in mezzo a tante vite turbolente che il Museo Immaginario ha evocato, la sua brilla per regolarità e soddisfazione.
Ha avuto la fortuna di nascere in un paese decisamente tranquillo come il Canada, dove in breve tempo è divenuto una gloria locale, tanto da andare in rappresentanza del Canada alla Biennale di Venezia del 1966, ricevendo poi un sacco di onorificenze. Ha fatto la guerra, ma solo come pittore, e si è potuto permettere uno stile di vita tranquillo, benestante e riflessivo, che lo ha portato a produrre non più di 4 o 5 quadri l’anno.



La sua arte, la cui produzione è focalizzata tra gli anni '50 e gli anni '70, è lo specchio di questa vita: sua moglie, i suoi cani, gli amici, i vicini di casa.
Cosa lo rende però assolutamente unico come pittore e narratore, sono due elementi straordinari: la tecnica, che porta a sfiorare l’iperealismo, ma che trasforma ogni corpo in una forma nello spazio. E le inquadrature, sempre sorprendenti.
Più vicino al precisionismo americano che al fotorealismo. Elegante anche quando potrebbe sfiorare la banalità. Con una pittura silenziosa che parla di cose ordinarie, in modo straordinario.

Nato nel 1920 a Toronto, si trasferisce a Amherst, Nuova Scozia all'età di 9 anni. Colpito da polmonite, nella lunga convalescenza, inizia a dipingere.
A 22 anni si è laureato nel 1942 laurea all’Università di Belle Arti di Sackville, New Brunswick e parte per il fronte, come pittore e illustratore di guerra, tanto da raccontare lo sbarco in Normandia.

Alla fine della guerra, Colville insegna arte, sino a quando il successo della sua arte gli permette di dedicarsi, trentenne, solo alla ricerca espressiva. Ricca di successi e riconoscimenti.

Nel 2000, la National Gallery of Canada produce Alex Colville: Milestones una grande retrospettiva del lavoro di una vita. Il suo lavoro è attualmente disponibile in collezioni gallerie tra cui la National Gallery of Canada di Ottawa, il Museum of Modern Art di New York, e il Centro Nazionale d'Arte et de Culture Georges Pompidou di Parigi.





3 commenti:

  1. amo questo tuo modo di divulgare, di indagare , di scoprire il bello e condividerlo... fa bene al cuore, all'anima, al cervello. un grazie sentito.

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  2. Cosa intende concretamente con "inquadrature sorprendenti "

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  3. concordo con simoff...stimolante davvero!

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