UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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lunedì 10 ottobre 2011

JULES ARMAND HANRIOT. L'IMPRESSIONISTA CHE DIVENNE PAZZO PER AMORE.

Lo so, potrebbe sembrare una forzatura come periodo storico, per un blog dedicato al '900,  parlare di un impressionista. Ma era irresistibile la storia avvolta nel mistero di questo giovane talento che, forse il '900 è riuscito anche a vederlo, senza che il '900 lo sapesse. Ma andiamo per ordine.
Jules Armand Hanriot, nato ad Arpajon nel 1853 fu infatti un famoso pittore, grafico e disegnatore francese. Così talentuoso che, poco più che ventenne, viene scoperto e quasi adottato da Manet, che lo ospiterà addirittura nella propria casa, e che lo farà esporre, con lui, nel 1877 e nel 1880, nel Salone degli Artisti Indipendenti.

Impressionista all'inizio della sua carriera, più oleografico con il passare del tempo, ha un segno sensibile ed elegante, che conquista ben presto il mercato e l'ammirazione dei suoi contemporanei. Il problema è che conquista però, come risulta da alcune lettere, anche la moglie del maestro. Tanto che il maestro, scoperta la tresca, infuriato, lo caccia di casa, minacciandolo addirittura di ucciderlo.

Madame Manet (Suzanne Leenhoff, 1830 - 1906),
in un ritratto del marito Eduard. Alle spalle, Lèon.
E' in questa chiave che la leggenda spiega la sua repentina uscita di scena a Parigi, tanto da indurre numerose biografie e dizionario della pittura a indicare la sua data di morte nel 1887, facendo fede ai commenti che circolarono al tempo.
In realtà, da studi più accurati sembra emegere la verità.
Dopo circa cinque anni di silenzio, ritorna infatti alla vita artistica, esponendo al Salone d'Autunno nel 1910 e nel Salone degli Artisti Francesi, 1920. Ma ha ormai perso l'originalità, la passione, l'amicizia di un grande maestro.
Morirà a Parigi nel 1921, forse chiedendosi se ne fosse valsa la pena.


Interessante questa pregevole tavoletta su legno, una fosca scogliera dei mari del nord, che a differenza delle frequentazioni ricorda il celebre ciclo di Monet. Una ricerca cromatica composta ed elegante che vale una lezione di pittura. 




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