Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 23 agosto 2016

Quando la pubblicità diventa DADA. Geniol by Mauzan.


La testa ricorda il volto di Stan Laurel, ma è un caso e poi vi diremo il perché. E’ adorna di viti, bulloni, molle, tanto da dare vita alla versione pop del mondo Dada delle teste di Hausman e Hartmann. E’ un piccolo capolavoro e non solo dell’arte pubblicitaria, che ha una storia alle spalle, sconosciuta.

Ma facciamo un passo indietro. Forse più ieri di oggi gli artisti viaggiavano, lavorando in questo o in quel continente, anche per la pubblicità o per le riviste, come ben dimostra l’esperienza di De Pero a New York.
E’ questo il caso di Achille Luciano Mauzan (Gap 1883 – Gap 1952) illustratore e pittore francese, che molti credono italiano, e molti invece argentino. Nato in Francia ma trasferitosi presto in Italia iniziò a lavorare come illustratore per riviste, cartoline o ceramiche, in seguito per l’industria cinematografica producendo tra il 1909 e il 1913 circa 1500 locandine di film. Nel 1924 fondò con Morzenti una propria casa di produzione grafica e pubblicitaria per poi trasferirsi in Argentina (1927-1932) prima di far ritorno in Francia (1932-1952), dove continuò a lavorare. 


Ma ecco la storia. L’agenzia pubblicitaria svizzera Exitus, fondata nel 1910, per conquistare la Società Farmaceutica argentina Suárez Zabala, chiama a raccolta due fuoriclasse stranieri: Gino Boccasile e Achille Mauzan.
Il fondatore, Suarez Zabala, ha il pallino della pubblicità e per il lancio della sua nuova Aspirina Geniol vuole qualcosa di assolutamente diverso. Ma nulla gli piace e così si succedono le presentazioni, nelle quali i bozzetti vengono letteralmente “tirati dietro”. Sino a quando, Mauzan, stremato, realizza una caricatura dell’imprenditore, con la testa piena di chiodi e viti e il naso bloccato da una spilla di sicurezza.
Quando per caso il cliente s’imbatte nel disegno, non si arrabbia. Anzi, è convinto che deve essere proprio quella l’immagine del lancio del prodotto, poiché esprime in maniera semplice e immediata la metafora del mal di testa e degli altri acciacchi che Genion può debellare. Nel 1927 esce il poster e subito dopo la statuetta, realizzata in collaborazione con il disegnatore triestino Sergio Hocevar, che in seguito ha adottato il nome d'arte di Sergio Sergi, invadendo negozi e farmacia, sino a divenire icona kitch argentina. E che rimarrà in produzione in infinite varianti sino agli anni '60. Nel 1937 lo scultore Oscar Dominguez si divertì anche a proporre una sua versione femminile.


La morale? Gli imprenditori hanno sempre ragione.


Hartmann Head, berlin

 Oscar Dominguez (1906-1957) - Geniol, Sculpture en cire et technique mixte, 1937

Hellraiser, 1987



1 commento:

  1. uando un'idea è per davvero un'idea, piace per davvero e diventa storia.

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