UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Viaggio non scontato tra artisti e visionari da tutto il mondo, molto lontano dai soliti 50 nomi. Non esisterebbero le avanguardie senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie del '900 – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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venerdì 7 agosto 2015

HITLER COLLEZIONISTA

 



Mai scoraggiare le mezze seghe. Hitler, copista e acquarellista mediocre, scartato più volte dall’ammissione all’Accademia di Belle Arti di Vienna finì per placare la propria frustrazione facendo scoppiare la Seconda Guerra Mondiale. E non mi pare poco. Cosa che mi ha portato ad avere sempre una certa indulgenza con gli imbrattatele e con i soggetti promossi a suo tempo da Diprè. Perché chi stende i colori difficilmente invade poi la Polonia.

Impossibilitato a dipingere, Hitler pensò così di demonizzare prima l’arte moderna, bollando come arte degenerata un’intera generazione di geniali innovatori, per molti versi irreplicabile, per poi vagheggiare un’arte apollinea e teutonica che, per fortuna, non si è mai imposta.
In questo delirio estetico divenne anche un collezionista maniacale, proprietario - come Stalin – della misteriosa Isola dei Morti di Arnold Bocklin (che in effetti avrei appeso in camera anche io). Ma anche di oltre 5mila opere minori, per le quali si voleva costruire anche un museo a Linz, in Austria.

Autori oggi dimenticati, come Franz Eichhorst, Paul Herrmann, Sepp Hilz, Friedrich W. Kalb, Oscar Oestreicher, Steppes Edmund, Armin Reumann. Per la maggior parte, essi stessi vittime dell’accostamento con Adolf, che ha portato le loro opere a essere distrutte o a rimanere celate nei magazzini.
Pittori “tradizionalisti”, non sempre compromessi dal nazismo, ma che ne esprimevano a volte involontariamente, i suoi valori estetici e ideali. Che forse ora andrebbero studiati con spirito più aperto.

16 di queste opere sono ora emerse nella Repubblica Ceca dopo una ricerca che ha impegnato per cinque anni un artista locale. Opere trasportate in Cecoslovacchia durante l’occupazione su ordine di Hitler stesso, per evitare che venissero danneggiate.
Erano state acquistate in Germania e valgono oggi circa 2.7 milioni di dollari (almeno questa è la valutazione che ne hanno dato i quotidiani).
Sono state presentate al convento di Doksany, nel nord della Repubblica Ceca e facevano parte di un corpus di 70 pezzi nascosti in un monastero a sud di Vyssu Brod.
Questi dipinti ritrovati andranno all’Istituto per la Protezione e la Conservazione di Monumenti e Siti Nazionale, che ha affermato di non volerli vendere né esporre al pubblico.

  

Acquerello di Adolf Hitler




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