Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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lunedì 18 ottobre 2010

EDUARD WIILART, IL GRANDISSIMO INCISORE CHE, PER SUA SFORTUNA, NACQUE IN ESTONIA


Eduard Wiiralt (nato nel 1898 vicino San Pietroburgo, morto nel 1954 Parigi), senza troppi giri di parole, è uno dei più grandi incisori europei. 
Un genio (per qualcuno è obbligatorio dire così) sfavorito per la sua consacrazione di massa solo dalla sua nazionalità, estone, quindi fuori dai grandi circuiti culturali e di mercato. Molto ben conosciuto però dai critici e dai collezionisti, che si contendono le sue incisioni.


A quale scuola fa riferimento l'arte di Wiiralt? 
Difficile anche in questo caso dirlo. In parte espressionista con forti richiami a Ensor (come appare subito chiaro dall'incisione di volti qui allegata) a volte decisamente surrealista. Anche per questo assimilabile ad un'altra figura anomala come l'italiano Alberto Martini. E come per lui il "..surrealismo proviene da una lunga formazione nell’ambito del Simbolismo europeo connesso ai movimenti dello Spiritualismo e dello Spiritismo, di una poetica quindi lontana dall’automatismo psichico di Breton, ma piuttosto impregnata di una cultura teosofica ed esoterica che proviene da ascendenze romantiche".
E basterebbe un'opera come questo nudo di donna, con il quale abbiamo voluto aprire la pagina, per iscriverlo, di diritto, tra i grandi dell'incisione. Un'opera esemplare, erotica, inquietante, ironica, tagliente. Di quelle che non ti stanchi mai di guardare, anche se la modella non è certo una pin-up...



A Parigi ha creato i suoi lavori più conosciuti "Hell" (1930–1932), "Cabaret" (1931), "Preacher" (1932), "Negro heads" (1933), "Claude" (1936). Forse perché, come una reazione chimica, quando si uniscono mondi così lontani, una scintilla può sempre scoccare. E quando succede, le cose, cambiano. Onorati se, grazie a noi, avete conosciuto un Maestro.




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