UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Viaggio non scontato tra artisti e visionari da tutto il mondo, molto lontano dai soliti nomi. Non esisterebbero le avanguardie senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie del '900 – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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venerdì 10 luglio 2026

METTETEVI SCOMODI - L'articolo di Claudio Pescio su Art e Dossier per Outsiders Circus

NEL 2016 USCIVA IL PRIMO VOLUME DI UNA SERIE CHE HA DATO UN CONTRIBUTO ORIGINALE AL MODO DI RACCONTARE LA STORIA DELL’ARTE. DA ALLORA NE SONO STATI PUBBLICATI QUATTRO (CONSIDERANDO ANCHE LO SPIN-OFF SPARKS. SCINTILLE DI PURA CREATIVITÀ. IL QUINTO, OUTSIDERS CIRCUS, È IN USCITA IN QUESTO MESE. NE ABBIAMO PARLATO CON L’AUTORE,ALFREDO ACCATINO.



«Charlotte è poco più che una ragazzina: ha avvelenato il nonno e resta a guardarlo, seduta, in silenzio, fino alla fine. Prima di morire ad Auschwitz realizzerà una story-novel di 1.325 fogli».

«Masahisa è un fotografo: decide di trasformarsi in un corvo per sopravvivere alla fine del proprio matrimonio».

«Eugène, chiuso in casa con sua moglie Marie, costruisce un’arca composta da migliaia di opere d’arte e fotografie, senza che nessuno dei vicini sospetti nulla».

«Bonaria, pastora per tutta la vita, nel giro di pochi giorni lascia il marito – gesto allora impensabile –, entra in un negozio, compra dei colori, uno per ogni tonalità, e torna a casa. Vuole dipingere, ma non sa dove farlo. Allora stacca dal muro un pannello di compensato e inizia a lavorarci sopra. Non smetterà più, fino a costruire una Cappella Sistina privata, felice di aver finalmente trovato se stessa».

Queste storie te le sei inventate…

No, non sono personaggi di fantasia. Sono i protagonisti di un’altra storia dell’arte che nessuno aveva raccontato. Molti sono ancora poco conosciuti in Italia; provengono da sei continenti e attraversano tutte le forme espressive.

Un mondo che ora ritorna in libreria, con il linguaggio che abbiamo imparato a conoscere, il tuo: diretto, commosso, ironico, libero, sincero; se possibile, anche divertente.

Sì, perché parliamo di una cosa tanto bella quanto superflua – e indispensabile – come l’espressione artistica.

Outsiders Circus. Il circo degli invisibili raccoglie settantacinque protagonisti dell’arte del Novecento – e oltre –, esclusi o marginalizzati dalla storia ufficiale, eppure capaci di rivoluzionarla in silenzio. Un terzo sono donne, chiamate a farsi spazio in un mondo costruito dagli uomini.

Perché il circo?

Perché sono freaks, funamboli, creature di un circo immaginario che odora di segatura e caravanserraglio: è questo lo scenario, insieme reale e metaforico, di questa nuova tappa.

Personaggi spesso tragici, sfortunati o, al contrario, caratterizzati da un’ironia travolgente e dalla resilienza di fronte alle difficoltà. Portatori sani di follia creativa, travolti dalla storia o dal proprio ego, portati fuori dalla pista per non fermare lo spettacolo. Come succede quando cade un acrobata ed entrano i pagliacci.

Sono tutte storie tragiche?

No. Troverete anche anomali artisti di successo – «Come è morto?». «Gli è scoppiato il portafoglio!» – o giovani talenti come Sicioldr, che mi ha voluto regalare questa bellissima cover e che, a dispetto della giovane età, dipinge da sempre come se fosse un maestro rinascimentale.

In questi anni abbiamo acceso i riflettori su maestri dimenticati. Alcuni sono riemersi dall’ombra, come Hilma af Klint, la prima artista astratta della storia, da poco oggetto di una mostra al Guggenheim di New York. Come Amrita Sher-Gil, madre dell’arte moderna indiana, celebrata dall’Unesco a Parigi, o Sanyu, oggi tra gli artisti asiatici più quotati del Novecento, che per lavoro decorava ristoranti cinesi.

E forse abbiamo anche portato fortuna. Nel primo Outsiders compariva in copertina il ritratto di un maestro olandese sconosciuto come Dick Ket, che adoro. Ho appena saputo che una sua opera è stata venduta a Maastricht per 250.000 euro, pur avendo un formato poco più grande di un quaderno. All’epoca quasi nessuno lo conosceva. Quello che ho cercato di fare è restituire ogni outsider con le sue ombre e le sue luci, in un’edizione editoriale, come sempre, curata e ricca sotto il profilo iconografico, con molte opere pubblicate per la prima volta.

 


Potrete così incontrare Rosario de Velasco, la pittrice che non sbaglia un quadro. Bahman Mohassess, l’iraniano che dipingeva mostri e minotauri sfidando la censura, per poi distruggere gran parte della propria opera e ritirarsi dal mondo, fino a morire in una stanza d’albergo a Roma, senza che nessuno lo sapesse.

Juana Romani, pittrice ciociara che conquistò la Parigi della Belle Époque con ritratti sensuali e fieri, per poi finire internata in manicomio e sfumare dalla memoria.

Lavinia Schulz, coreografa e artista radicale, protagonista di un tragico omicidio-suicidio, le cui opere sono riemerse mentre stavano svuotando la soffitta di un museo.

Gertrude Abercrombie, “regina” del surrealismo di Chicago, che organizzava jam session con Dizzy Gillespie e Thelonious Monk e, intanto, dipingeva stanze metafisiche, gatti e lune storte.

Stanislao Lepri, diplomatico e nobile, che lasciò l’ambasciata di Monaco e ogni etichetta per amore di Leonor Fini, trasformando la propria vita in un’opera visionaria.

Giuseppe Biasi, sardo, illustratore e pittore, che tradusse la sua terra in visioni moderne, per poi essere linciato perché creduto collaboratore dei nazisti.

E infine Simon Rodia, l’unico italiano presente sulla copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

Questa serie è diventata, nel tempo, un piccolo oggetto di culto, con traduzioni all’estero e un seguito crescente anche sui social. Il tuo motto è: «Mettetevi scomodi. Outsiders è tornato». Ma scrivere è solo una parte della tua vita.

Sono passati dieci anni dal primo titolo, nato per scardinare le gerarchie della storia dell’arte e pensato come un romanzo corale. E dodici dalla rubrica che, da allora, ci accompagna sulle pagine di “Art e Dossier”, grazie alla fiducia accordatami – quando ancora gestivo un blog anonimo – da Philippe Daverio, da Ilaria Ferraris e da te.

Infatti, in prima battuta, sono un “creativo” e un creatore di grandi eventi, reduce da poco dalla direzione artistica delle Cerimonie olimpiche di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona. Ma da sempre divido la mia vita tra la scrittura, lo spettacolo e l’amore per l’arte, che ho imparato collaborando con mio padre, l’artista e teorico dell’educazione artistica Enrico Accatino, scomparso nel 2007.

Cosa vuoi che resti dalla lettura dei tuoi libri e da quest’ultimo in particolare?

Non una semplice antologia di nomi, ma un invito a guardare l’arte da un’altra prospettiva, scoprendo che i margini sono spesso più fertili del centro.

Come in un circo, non tutto è armonia: c’è rischio, fragilità, poesia. Ma è proprio qui che si annida il senso del progetto:

«Gli Outsiders», scrivevo nell’introduzione al primo titolo, «sono perdenti per definizione. Non scelgono mai i luoghi e le date giuste per nascere, creare, amare, morire. Vivono in mondi paralleli. E hanno sempre l’indirizzo sbagliato».

La vita è come un circo. È l’arte dell’equilibrio,
il brivido del rischio e la ricompensa dell’applauso. 
Paul Auster

 
Claudio Pescio direttore di Art e Dossier - giugno 2026 
 
 

https://giunti.it/products/outsiders-circus-accatino-alfredo-9791223206294?srsltid=AfmBOooVgz9YmQMlesjfBOmDZBnTYRiVGJKEbbSC4QzDTb5plQufvVvL 



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