UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Viaggio non scontato tra artisti e visionari da tutto il mondo, molto lontano dai soliti nomi. Non esisterebbero le avanguardie senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del contemporaneo senza l’apporto di pittori, scultori, fotografi, designer, scenografi, illustratori, che in queste pagine vogliamo riproporre. Immagini e storie del '900 – spesso straordinarie - che rischiavamo di perdere o dimenticare.


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venerdì 10 marzo 2017

DALLA RUSSIA PER AMORE – BORIS BILINSKIJ

Un genio questo Boris Bilinsky (come viene a volte scritto e come si firmava in Italia), nato il 21 settembre 1900 a Bendery (Russia) per morire a soli 47 anni a Catania, nel 1948.
Ci era giunto per amore, quando a 36 anni incontra una ragazza che ha la metà dei suoi anni e perde la testa. Lei è la figlia di un noto medico catanese. Ovviamente la famiglia rimane frastornata, appare troppa la differenza d’età, ma l’intelligenza e il talento di Boris li conquistano. In fondo è stato proprio lui a disegnare i manifesti di Metropolis di Fritz Lang, il più famoso film del tempo, divenuto uno delle icone del ‘900 tanto da raggiungere oggi tra i collezionisti cifre da capogiro che porta ancora più avanti il processo visivo, diventando precursore della street art e della pop art.


Nel 1920, a vent'anni, fugge dalla Russia a causa della Rivoluzione e si stabilisce a Berlino dove lavorò per diversi teatri per poi sbarcare a Parigi. Nel clima turbolento della città francese frequenta gli esuli russi come lui, iniziando a realizzare le scenografie per balletti, music hall e quindi per il cinema.          



 
Con la moglie Franca si stabilisce in Italia, anche se continua a viaggiare e lavorare in tutta Europa, passando dal cinema muto al cinema sonoro.
Alla scoppio della guerra, non può più far rientro in Francia e inizia a collaborare con il Teatro Lirico Massimo di Catania e con industrie Cinematografiche. Morirà e verrà sepolto nel Cimitero monumentale di Catania. 
 In lui avviene una sintesi estrema tra cultura delle avanguardie, cultura europea, tra cinema e balletto, realizzando opere che esprimono il senso pieno di quei straordinari anni.
Sarebbe bello e giusto se Catania gli dedicasse una grande mostra.






La tomba di Boris a Catania nella zona monumentale

domenica 5 marzo 2017

NON E’ REALE. E’ PIERRE ROY.


Pitoni che si muovono sinistramente nelle scale di un condominio. Che ritornano in ritagli di carta, insieme a ruote di carro, poste in maniera incongrua in scenari che sembrano “fotografati” in maniera analitica. Reali, eppure totalmente improbabili.


Surrealista, ma esterno al movimento, nel 1913, grazie ad Alberto Savinio, conobbe e divenne rapidamente amico di suo fratello, Giorgio De Chirico, che lo presentò a sua volta ad André Breton, Louis Aragon, Max Ernst e gli altri surrealisti. Tanto che il suo lavoro viene incluso nella prima mostra collettiva di pittura surrealista alla Galerie Pierre nel 1925.
L’insolito, quello che lui chiama "Mystère onirique", è la chiave che caratterizza il suo lavoro, che rappresenta, nei minimi dettagli. Scene riconoscibili e oggetti presi fuori dal loro contesto naturale, distorti e combinati in modalità fantastica, come potrebbero essere nei sogni. Pierre Roy è particolarmente apprezzato negli Stati Uniti, dove spesso espone i suoi quadri, anche nel Museo della mostra storica di arte moderna Fantastic Art, Dada, Surrealism del 1936.

Pierre Roy (1880-1950) è un pittore francese, illustratore e designer. Uno dei surrealisti più originali, nipote del famoso scrittore francese Jules Vernes, Roy può essere considerato un padre del realismo magico.


Dopo aver lavorato per breve tempo nello studio di un architetto a Nantes, si trasferisce a Parigi e si iscrive presso l'Ecole Nationale des Beaux-Arts, che però non lo soddisfa. Lavora poi su progetti per l'Esposizione Universale del 1900 prima di entrare nel Ecoles des Langues Orientales per imparare il greco e il giapponese (alla fine parlerà sei lingue).
Nel 1900/3 ha studiato presso l'Ecole des Arts Décoratifs sotto Eugène-Samuel Grasset e poi, presso l'Académie Julian sotto Jean-Paul Laurens. Espone nel 1906 al Salon de la Société Nationale des Beaux-Arts e nel 1907 e il 1908 al Salon des Indépendants. Nel 1910 Roy entra in contatto con il Fauves e il cerchio di scrittori intorno a loro, come Max Jacob e Guillaume Apollinaire.

Nel 1933, Roy è stato nominato pittore ufficiale della marina francese. Ha progettato numerose scenografie per il teatro (Théâtre des Champs-Elysées) e per il balletto (Covent Garden). Celebre la sua collaborazione con la rivista Vogue. Ha esposto regolarmente fino alla sua morte, avvenuta a Milano nel 1950.





venerdì 3 marzo 2017

ARMAND HENRION. IL SOLITO PAGLIACCIO.

Di Armand Henrion si sa molto poco. Si sa che è nato a Liege, Belgio, nel 1875 ed è morto a Parigi nel 1958.
Si ignora se abbia studiato arte, non si sa poi, perché dalla fine degli anni '20, fa l'illustratore e il ritrattista, e inizia a rappresentarsi esclusivamente, in autoritratto, come un clown bianco in ogni tipo di espressione o smorfia. 200 autoritratti. Una produzione che, probabilmente fa incontrare la psicosi con una richiesta del mercato, e che lo porta a produrre incisioni e pubblicità










mercoledì 1 marzo 2017

LA PRIMA FOTO DI MODA DELLA STORIA E LE PRIME....

Quelle che vedete, scattate nell'Aprile del 1911 da Edward J. Steichen, sono alcune delle foto del primo servizio di moda appositamente pensato per questo scopo per una pubblicazione. Sono state scattate in un hotel e nel palazzo dove aveva sede la redazione...



Sebbene riviste di moda come Harper Bazaar avessero iniziato la pubblicazione nel 1860, è infatti solo nel 1911 che Lucien Vogel, un intraprendente editore di riviste francese, decide di caratterizzare la fotografia di moda come contenuto editoriale, sostituendo i disegni dei modelli, in uso in Francia e Inghilterra sin dal 1840. Inserendo donne vere in ambienti veri.
Arruola quindi il fotografo americano Edward J. Steichen e gli chiede di fotografare gli abiti del couturier Paul Poiret per la pubblicazione in Art et Decoration. Steichen diventerà uno dei grandi fotografi del '900. 

Secondo altri il primo esempio sarebbe avvenuto in pieno '800 a opera di Lady Clementina Hawarden, pioniera della fotografia intorno al 1862/3 con una serie di scatti ripresi tra interni ed esterni.

 

Il sistema moda come evento live ha infatti una storia abbastanza recente, che inizia nel 1903, superando le presentazioni "private" dell'800 con il primi fashion show della storia, creato da Ehric Brother's a New York.
Questa una breve storia visiva: 

1915 - fotografo non identificato, servizio di moda Harper's Bazar

1903. Ehric Brother's - New York.


1910. Parigi, sfilata privata da Pasquin

 
1943 - New York Fashion Week



1947 - Parigi, Maison Dior prima sfilata di moderna, nasce il termine CATWALK - passerella. 


 

1948 - Milano Fiera Campionaria sfilata di modae stand di filati


1952 Firenze, Pitti Moda, Brioni propone la prima sfilata maschile

 




1960 la sfilata durante la cena. Felisol, Saint Vincent

 

1971 Milano. Nel 1958 era iniziata la Fashion Week anche con sfilate dedicate al mercato



1980 Armani - Jerry Hall, Armani collezione primavera runaway show

 

1985 Défilé Chanel Haute Couture, mannequin Inès de la Fressange, Paris, 

 


 1990 Moschino a Milano, nascono le sfilate performance


1992 Madonna and Jean Paul Gaultier at amfar disegnò poi tutti i sui bustini


VOGUE. La prima copertina del 1892 

jean patchett vogue cover erwin blumensfeld january 1950