Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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venerdì 24 dicembre 2010

NELLA MARCHESINI, LA CASORATI CON LA GONNA.

 

Quando vedi un suo quadro, e non è mica facile (mi è capitato alla Galleria nazionale d'Arte Moderna) dici: "Che bello!". Ma lo dici così, senza pensarci. E spesso neanche sai chi sia questa Nella Marchesini, dalla faccia così borghese, poco simpatica, appuntita (la Pina di Fantozzi) come appare dai suoi autoritratti o dagli ambienti e dai soggetti che ritrae.
Una pittrice nata a Marina di Massa nel 1901, che a 10 anni si trasferisce con la famiglia nel
capoluogo sabaudo, dove rimarrà tutta la vita. E oggi dimenticata. Forse, anche perché donna.
A 20 anni entra nello studio di Felice Casorati. Ed è qui la chiave per capire le sue opere.
A 30 sposa il pittore Ugo Calvano.
Saranno questi i due eventi fondamentali di una carriera (e di una esistenza), che proprio negli anni '30 non fu priva di affermazioni professionali.
Partecipa alle Biennali veneziane del 1928, 1930, 1932 e alle prime edizioni della Quadriennale di Roma (1931 e 1935) ed è presente all’Esposizione d’Arte Sacra di Padova del 1931-32.
Sono questi gli anni dove la sua pittura eccelle. Un mondo che ci riporta al realismo fantastico di Bontempelli, alle atmosfere rarefatte di Casorati. A una pittura magica, che in Italia non tornerà più. Come se in quegli anni tutti i pittori fossero stati contagiati dall'arte di saper dipingere. E di saper dipingere il silenzio.
Penso a Donghi, a Ugo Celada di Virgilio, Cagnaccio di San Pietro.
Morirà nel 1953. A Torino. Con quella faccia un po' così.



Per saperne di più sul Realismo Magico, a voi questo link.


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